Uh yeah
Quasi quasi ascoltandomi Il Confine (ultimo dei Folkstone, eh V.V) mi lancio nel mega uber racconto romano rozzomistico
GIORNO 1 (Quello mistico)
Sveglia un pò più tardi del solito ma comunque al mio solito orario sono già in piedi (dannato orologio biologico), tutto che va tranqullamente bene tra metro, arrivo in stazione e partenza in orario del redarrow (se pure questi treni facessero ritardo sarebbero proprio alla frutta), e il paesaggio che scorre via dal finestrino trallallero trallallà, mentre lo schermo al centro del vagone fa vedere variabile / poco nuvoloso per quel che riguarda Roma, e io incrocio mentalmente le dita, "speriamo che sia vero!"
Il meteo del treno pare comunque azzeccarci, perchè dava brutto intorno a Firenze e infatti c'erano più nubi del solito; tra l'altro dopo Firenze esco da una galleria e c'è il sole, entro in un'altra galleria, ne esco ed è tutto nuvolo e cupo.... ma come!!!!

alla faccia del variabile...
Comunque, arrivo a Roma in perfetto orario, c'è il sole, ma non c'è Twister.... che comunque arriva poco dopo, se magari io non chiamavo lui mentre lui chiamava me (così i nostri telefoni erano occupati a vicenda) ci beccavamo anche prima

in ogni caso, ecco il nostro secondo incontro dopo il monumentale concerto degli Iron Maiden del 2008 a Bologna, e scopro che ha ragione sua nonna a dire che è cresciuto che non me lo ricordavo mica così alto
La prima tappa è un bel ristorantino dove mangiucchiare qualcosa, quella "vera" e turistica è al Colosseo... finchè il tempo regge, si va di turismo con Twister come guida

Colosseo (fa sempre la sua porca figura, anche scassato a metà), i Fori Imperiali (un cumulo di rovine però più bello e affascinante di molte altre cose complete e finite, come magari il Vittoriano che ci sta proprio dietro), il Campidoglio (dove riesco a far scoprire a Twister un bello scorcio sui Fori, và quante ne so

), e da lì una scorciatoia che passando per Palazzo Grazioli (noto lupanare della perdizione da cui un certo nano incerato ha fatto togliere da davanti una fermata dell'autobus

) ci porta al Pantheon, dove mi tolgo un paio di sfizi; vedere cosa succede quando piove (recintano il pavimento) e scoprire dove stava la tomba di Raffaello di cui non mi ero accorto nelle mie due precedenti visite
Dopo tra scegliere se andare a vedere il secondo (o primo? gusti personali) covo di gente orribile e deprecabile che si annida a Roma - alias Montecitorio - o una delle piazze più belle del mondo, Piazza Navona, vincono le fontane, e quindi ci dirigiamo nella piazza famosa per avere una bandiera gigante del Brasile che sventola da un palazzo (chiunque c'è stato l'ha notata, dai!

). Tra le fontane e la chiesa e il ristorante che dà l'idea di essere uno di quelli che fa pagare 300 euro l'acqua minerale ai giapponesi, noto tra i vari artisti di strada l'uomo invisibile (c'era anche la donna invisibile), che per un momento manco capivo che erano persone vere e non manichini, ma il premio trash della piazza va ad un simpatico cameriere

io e Francesco per curiosità andiamo a leggere i prezzi esposti sul menù di un ristorante, subito arriva un cameriere che chiede se abbiamo bisogno, noi diciamo di no e quello mormora "...e allora cosa guardate a fare?"... forse per consultare i prezzi e il menù e vedere se effettivamente ci interesta il tuo locale, brutto pirla?
Prossima tappa, un pò di bagni di folla, visto che a noi ci piacciono le masse di persone (non è vero, non so Twister, ma io le odio

); passiamo infatti per la fontana più affollata del mondo, quella di Trevi, resa celeberrima, come tutti sappiamo, dalla Dolce Vita di Fellini. Certo che uno guarda quel famosissimo spezzone del bagno nella fontana e capisci che è proprio un film... perchè, per il fatto che dal vivo non succederebbe mai che 'sta figona di attrice straniera si facesse la doccia in un luogo pubblico? no, perchè non c'è nessuno, quella fontana è stra-affollata ad ogni ora del giorno e della notte e in qualsiasi circostanza
Come ultima tappa da turista c'è un altro posto che non si fila mai nessuno, Piazza di Spagna.... con la scalinata di Trinità dei Monti tutta bella infiorata per il compleanno di Roma, oh che bello, se solo si vedesse qualche gradino invece che la fiumana di gente seduta sarebbe ancora più bello
Dopo Plaza de Espana è ora di smettere di turisteggiare e pensare a Loreena, ergo Francesco con ammirevole disponibilità mi consegna a domicilio dalla mia affascinante "locandiera", che identificheremo come Karedyn dal suo nickname... quando usciamo da casa sua (googlate quartiere Coppedè, varda che palazzi nè!!) evitiamo per un pelo il temporale che si abbatte su Roma perchè in qualche modo dovevo pure scontare la fortuna di avere girato la città col bel tempo -___-
All'Auditorium mi ricongiungo con Francesco, ora che tra una cosa e l'altra finisco la coda per procacciarmi il cibo il tempo è veramente agli sgoccioli, ergo dovrò rassegnarmi a inondare il teatro di un fragrante odore di toast durante la prima canzone del concerto

dentro al teatro io mi devo ricongiungere a Twister che abbiamo il posto vicino (Karedyn e la sua amica hanno un altro settore), ma chi ha progettato l'Auditorium era un sadico a cui da piccolo hanno detto molto presto che Babbo Natale non esiste, e quindi invece di numerare in un sano, ragionevole e comprensibile ordine crescente i posti, mette i posti pari da una parte e i posti dispari dall'altra -__- così dopo un breve momento di panico ("Dovrei essere qui ma il numero non c'è e Francesco non c'è ora provo a chiamarlo ma non risponde ecco l'ho perso non troverò il posto ora inizia e io non so cosa fare cristo di dio dovrò mettermi al buio da qualche parte poi inciampo e cado di sotto e muoio aaaaargh") una gentile signora mi spiega come è organizzato il teatro e finalmente ci ritroviamo.... e lo Spettacolo inizia.
Scenografia minimale ma di buon gusto (con dei lampadari antichi e carucci che pendevano dal soffitto), un intro strumentale con i musicisti illuminati pian piano che attaccano coi loro strumenti, e le atmosfere celtiche che sono alla base del tour che ti catapultano immediatamente nella giusta atmosfera. Dopo in pratica due canzoni strumentali che servono da intro (Spered Hollvedel e Morrison's Jig) la divina arriva sul palco... e da lì in avanti, non appena inizia a cantare Bonny Portmore, non ce n'è per nessuno.
Questa donna non è una cantante, non è nemmeno un'artista... lei è l'Arte stessa, se esistesse una musa del canto, avrebbe la sua voce. Può fare di tutto, cantare di tutto ed esplorare ogni singola sfaccettatura delle emozioni umane con le sue corde vocali... chi non l'ascolta dal vivo non può capire, io ero l'unico ad averla già vista e sapevo cosa mi aspettava, gli altri penso fossero semplicemente impreparati
Dopo Bonny Portmore c'è la già più ritmata The Star of the County Down (qua ci stava un pò di pogo se fosse stato un concerto metal

) ma il capolavoro assoluto di una lunga serata di capolavori arriva già come terza canzone: The Highwayman

cioè... l'avevo già sentita dal vivo a Brescia questa canzone, ma l'altra sera è stata una prestazione a dir poco monumentale. Valeva da solo il prezzo del biglietto... una performance che va oltre i complimenti più esaltanti, e comunque stra-meritati.
Ma tutte le canzoni sono degne di nota, anche solo per il fatto di stare a sentirla cantare e -come se non bastasse la voce divina che ha- vederla alternarsi tra l'arpa, la fisarmonica e il pianoforte... mi chiedo se c'è qualcosa che lei non riesca a fare, quando ci son di mezzo le sette notte

quante perle ci siamo goduti: The Bonny Swans coi duetti chitarra e violino (e poi anche lì ci stava l'headbanging durante la strofa con la chitarra elettrica

), The Lady of Shalott, The Mummers' Dance (pogo), The Old Ways, e nel bis la sempre stupenda Neverending Road che sto sentendo proprio adesso. Tra l'altro, nelle pause tra un brano l'altro, lei è sia colta (spiega e argomenta i motivi e le ispirazioni dietro ai brani) che simpatica; all'inizio ha detto che dell'Italia lei e la sua band amano la storia, la cultura e anche il "gelato" (detto in italiano), "non entriamo più nei nostri costumi ormai"

e anche prima di Santiago, momento in cui, dopo averlo espressamente vietato, concede al pubblico la possibilità di fare foto, ha detto ripensando all'evolversi della tecnologia "mi ricordo quando coi telefoni telefonavi, con le macchine fotografiche facevi le foto e con la macchinetta del caffè facevi il caffe"
Che poi 'sta storia delle foto merita una voce a parte; tralasciando i dementi che usano il flash al chiuso (erano così tanti che in un paio di occasioni ho detto ad alta voce "non serve il flash"), prima che iniziasse il concerto c'è stato un momento osceno e a dir poco imbarazzante, in cui un tale che manco si vedeva (c'era solo la sua voce) ha iniziato a farfugliare qualcosa sulla richiesta dell'artista di non scattare foto, per poi incartarsi completamente e scadere in una simil-balbuzie, riuscendo solo a dire "...è un momento di gran confusione" con un tono di voce di uno che si voleva suicidare dalla vergogna, e col pubblico che applaudiva... ma cosa applaudi un idiota che non riesce neanche a dire due frasi senza stare nemmeno sul palco! XDD l'unica giustificazione che mi viene in mente è che stesse traducendo in diretta quanto gli stava dicendo qualcuno dell'entourage di Loreena, ma altrimenti quel tizio è proprio messo male
Comunque, due ore di spettacolo, due bis (ha chiuso con una strumentale, Huron "Beltane" Fire Dance, riallacciandosi così al tema celtico della serata) e un concerto che entra, tra i 60 (con l'inflazione dovuta ai Folkstone magari sono 70) e passa che ho visto, tra i migliori che abbia mai avuto il piacere di vedere.
Si accendono definitivamente le luci e Twister se ne sta lì con una faccia seria seria, io lo guardo e mi preoccupo: "oddio non gli è piaciuto". Poi inizia a farfugliare qualcosa che non ha poi un senso così compiuto, ma tra una sillaba e l'altra capisco che non solo gli è piaciuto, ma che è rimasto così positivamente impressionato che straparla e non riesce ad esprimere a parole quello che gli passa dentro, chiara vittima di una sindrome di Stendhal musicale

e stessa cosa per Karedyn e la sua amica, io che ero l'unico che l'avevo già vista sapevo a cosa stavano per andare incontro quelli che la stavano per vedere per la prima volta.... non mi aspettavo nulla di meno!!!!!
Che meraviglia, che meraviglia, che meraviglia. Dopo il concerto c'è tempo per spendere (mi prendo un boxset degli ultimi tre album, 3 al prezzo di 2, un affarone), ha pure smesso di piovere, e il mai troppo ringraziabile Francesco ci riporta a casa a me & alla fanciulla, a rimurginare con occhi sognanti alla meraviglia musicale di cui avevamo appena goduto.
E il racconto della giornata potrebbe finire qui ma c'è spazio per un encore, fornito gentilmente (durante la notte di pioggia) da dei dementi che in strada facevano casino, mi sono giunte alle orecchie le frasi "ahia il piede!!!" e "tana libera tutti"... ma ti libero io un secchio di acqua ghiacciata in testa, bimbominkia che un giovedì di pioggia te ne stai a giocare alle 3 del mattino in mezzo alla strada
E col sonno dei giusti rovinato dagli ingiusti finisce la prima parte.
To be continued...